occhio secco

Sindrome dell’occhio secco

La sindrome dell’occhio secco è una condizione oggi sempre più diffusa

La sindrome dell’occhio secco deriva da una riduzione (ipolacrimia) o alterazione della qualità del film lacrimale (dislacrimia) che ha la funzione di lubrificare e proteggere la cornea. Quando i nostri occhi perdono lo strappo acquoso, la cornea resta priva di protezione causando dolore e disturbi visivi.

​Cos’è lo strato acquoso e come mai evapora?

Si tratta di una parte del film lacrimale, struttura che protegge la cornea dalle infezioni e ne evita la secchezza. Lo strato acquoso è normalmente protetto da uno strato lipidico che può però assottigliarsi fino alla scomparsa, se le ghiandole di Meibomio che lo secernono non funzionano adeguatamente. Queste ghiandole prendono il nome da Heinrich Meibom, medico tedesco che per primo le descrisse, sono posizionate nelle palpebre e secernono lo strato lipidico delle lacrime. L’ostruzione o il malfunzionamento delle ghiandole provocano dislacrimia o ipolacrimia. Infatti se le lacrime contengono una ridotta componente lipidica, evaporano rapidamente dando origine alla sindrome dell’occhio secco o MGD (Meibomian gland dysfunction). Il 20% della popolazione soffre di questa patologia, che aumenta con l’avanzare dell’età.

sindrome occhio secco

Ci sono però altre cause che possono contribuire alla comparsa della sindrome:

  • Uso prolungato di lenti a contatto
  • Infezioni e allergie: i fenomeni allergici e le infezioni portano i nostri occhi a infiammarsi con facilità, condizione che può facilmente portare i nostri occhi a seccarsi.

  • Uso di schermi luminosi (pc, tablet, ecc…): fissare gli schermi induce le nostre palpebre a battere molto meno del necessario. Questa contrazione è invece necessaria per permettere alle secrezioni di andare a formare lo strato lipidico. Se non battiamo le palpebre a ritmi normali le secrezioni si accumulano nelle ghiandole, e arrivano ad occluderle.

  • Interventi di chirurgia oftalmica: in seguito a interventi specifici si altera la sensibilità della cornea che, non rilevando più bene le sensazioni di secchezza, porta le palpebre a contrarsi con minore frequenza, causando così secchezza.

  • Variazioni ormonali: le donne sono più esposte alla sindrome dell’occhio secco, a causa di nuovi equilibri ormonali (menopausa). Anche i disturbi dovuti all’ipertiroidismo possono portare a secchezza oculare.

  • Trattamenti medici: sono numerosi i medicinali che possono alterare la produzione lacrimale dei nostri occhi (antipertensivi, sonniferi).

  • Inquinamento: le micro particelle presenti nell’aria inquinata possono creare irritazione e infiammare gli annessi oculari, comprese le ghiandole addette alla produzione del film lipidico.

  • Essiccazione: gli ambienti con aria condizionata possono facilitare l’emergere della sindrome.

  • Alimentazione: quando la dieta è carente di Omega 3 aumentano i rischi di secchezza.

  • Stress: anche lo stress prolungato può determinare variazioni critiche della componente lacrimale sebacea prodotta dalle ghiandole di Meibomio.

 

Come si presenta questa sindrome?

I sintomi dell’occhio secco sono, oltre a una generale sensazione di bruciore e dolore, il sentire gli occhi “sabbiosi”; provare fastidio per luci intense come quella del sole e dei fari di auto nella notte; il battere le palpebre più spesso senza trovare sollievo; difficoltà nella lettura prolungata, guidare di notte o guardare la televisione; fastidio nel portare lenti a contatto, lacrimazione.

Come si può curare?

I metodi tradizionali quali l’instillazione di lacrime artificiali; l’applicazione di impacchi caldi sulle palpebre; la pulizia delle ghiandole lacrimali danno un sollievo temporaneo. Si tratta di sciogliere la componente oleosa che intasa i condotti escretori delle ghiandole.

In alcuni casi si può intervenire con farmaci cortico steroidi topici o antibiotici. Il sollievo è sempre transitorio e qualche volta non esente da effetti collaterali.

Come risolvere il problema in modo duraturo?

Fra le soluzioni testate la somministrazione di Luce Pulsata Intensa Regolata (IRPL) è ritenuta la più valida e capace di offrire al paziente un lungo periodo di benessere.La luce pulsata agisce sulla causa e non sul sintomo. Attraverso l’erogazione di brevissimi e specifici lampi di luce ad alta potenza, innocui per l’occhio, si stimola la zona periorbitale: in questo modo si ripristina la normale efficienza delle ghiandole di Meibomio.

Protocollo sperimentato

Le sedute, cadenzate in modo preciso (3-4 trattamenti) durano pochi minuti e sono indolori. Il successo completo della terapia si ha solo se si esegue il protocollo completo, anche se gli effetti positivi si percepiscono in genere dopo la seconda seduta. Dopo un anno è necessaria una seduta di richiamo. Questo trattamento dimostra negli studi clinici un’efficacia del 75%.

Per informazioni sui costi del trattamento e per un colloquio gratuito contatta senza impegno la Segreteria, ​saremo lieti di orientarti nella scelta della terapia più adeguata.

Il Dr Serini effettua visite presso i seguenti centri medici:

CENTRO MEDICO POLISPECIALISTICO SOLIVO
Via Camillo Benso Conte di Cavour, 12 – 23880 Casatenovo (LC) – 1° piano sopra Deutsche Bank, entrata laterale – Tel. 039 9202664 – Cell. 335 405239

CENTRO SALUTE PIANTEDO
Via Colico, 43/A – 23010 Piantedo (SO) – Tel. 0342682132

CENTRO MEDICO POLISPECIALISTICO E RIABILITATIVO SAN NICOLÒ
C.so Mazzini, 43 – 17011 Albisola Superiore (SV) – Tel. 019489815 – Cell. 331 5028055

CENTRO MEDICO IN SALUS
Corso Carlo Alberto, 17/A, 23900 Lecco LC – Tel. 0341 367512